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Malattie Cardiovascolari – Risposta dell’OMS (WHO)

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Malattie Cardiovascolari - OMS Organizzazione Mondiale della Sanità

Le Malattie Cardiovascolari

Fonte World Health Organization https://www.who.int/en/news-room/fact-sheets/detail/cardiovascular-diseases-(cvds)

  • Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte a livello globale: ogni anno muoiono più persone a causa delle malattie cardiovascolari che per qualsiasi altra causa. Si stima che nel 2016 siano morte 17,9 milioni di persone a causa delle malattie cardiovascolari, pari al 31% di tutti i decessi globali. Di questi decessi, l’85% è dovuto a infarto e ictus. Oltre tre quarti dei decessi per malattie cardiovascolari si verificano nei Paesi a basso e medio reddito.
  • Dei 17 milioni di decessi prematuri (sotto i 70 anni) dovuti a malattie non trasmissibili nel 2015, l’82% è dovuto a malattie non trasmissibili nei Paesi a basso e medio reddito e il 37% è causato da CVD.
  • La maggior parte delle malattie cardiovascolari può essere prevenuta affrontando i fattori di rischio comportamentali come l’uso del tabacco, l’alimentazione malsana e l’obesità, l’inattività fisica e l’uso dannoso dell’alcol con strategie a livello di popolazione.
  • Le persone con malattie cardiovascolari o che sono ad alto rischio cardiovascolare (a causa della presenza di uno o più fattori di rischio come l’ipertensione, il diabete, l’iperlipidemia o malattie già accertate) hanno bisogno di una diagnosi e di una gestione precoci utilizzando, a seconda dei casi, consulenze e farm

Fatti salienti

Il piano d’azione dell’OMS,Organizzazione Mondiale della Sanità, tende all’adozione di misure che favoriscano la riduzione del fenomeno. Ad ogni modo la mortalità per arresto cardiaco non potrà mai essere evitata se non ridotta numericamente grazie alla prevenzione e alle manovre salvavita quali quelle apprese in occasione di eventi formativi BLSD.

Durante il corso imparano a riconoscere per tempo segni e sintomi di una malattia cardiaca e ad intervenire in tempo, nei pochi minuti disponibili, attraverso l’uso del defibrillatore (DAE/AED) e le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

Non a caso sono sempre più frequenti le notizie di cronaca che riportano come l’intervento di un astante e l’uso del defibrillatore, appreso in occasione di un corso BLSD, siano stati determinanti nel salvare una vita.

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